Modena, 23 luglio 2026 – “Non si cancella un dolore così grande, non si addomestica una tragedia come quella che ha colpito Modena e i suoi cittadini, Monica e i suoi cari. Il male, nelle sue forme più brutte, non scompare con un colpo di spugna. Si aprono però, e si devono aprire, degli spiragli di luce. Fare giustizia significa anche questo: accompagnare l’opera di chi è deputato a ricostruire i fatti nella verità e ad applicare la legge, con l’opera di noi tutti, chiamati a onorare le vittime, combattere il male, costruire relazioni nuove, riconoscere coloro che al dolore, anziché arrendersi, reagiscono osando il bene”. Monica Esposito, 55 anni, di Nonantola. E' morta dopo l'agonia

Queste le parole del vescovo mons. Erio Castellucci davanti a una folla commossa, addolorata, che ha partecipato ieri sera in un Duomo gremito alla Veglia di raccoglimento per Monica Esposito, morta a causa delle gravissime ferite riportate a seguito dell’attentato del 16 maggio.

Monica, insieme al marito Angelo è stata tra le prime ad essere falciata dall’auto spinta a oltre cento chilometri orari da Salim El Koudri.

"Il male non deve averla vinta sul bene”

“Il silenzio attonito che ci avvolge questa sera, nel ricordo e nella preghiera per Monica, è lo stesso che sempre avvolge il dolore innocente, frutto della violenza. Preghiamo e prendiamo atto che il male esiste, opera nelle pieghe dei cuori e nelle azioni umane, devasta e uccide: ma non deve averla vinta sul bene. Siamo qui anche per dire che non lasceremo vincere il male”.