«Mario Roggero un professionista serio che vive e lavora qui da quarant’anni. La sua vicenda, umanamente, fa male». Il sindaco di Grinzane Cavour, Gianfranco Garau, a pochi giorni dalla conferma in Cassazione della condanna a 14 anni e 9 mesi, si fa portavoce di una comunità vicina al gioielliere che il 28 aprile 2021 uccise a colpi di pistola due rapinatori appena fuggiti dopo aver assaltato il suo negozio. Una sentenza che ha riacceso il dibattito sulla legittima difesa, che non c’è stata per i giudici perché il pericolo non era più “attuale” - i rapinatori stavano scappando -, e riportato telecamere e riflettori nel piccolo comune delle Langhe nel cui nome c’è l’omaggio al suo illustre sindaco per diciassette anni, dal 1832 al 1849, proprio lo statista del Risorgimento Camillo Benso conte di Cavour. Un comune di duemila anime che oggi è amministrato appunto da Gianfranco Garau, bisnonno originario del sud Sardegna che per motivi di lavoro si trasferì con la famiglia e suo padre, Efisio Garau, prima in Basilicata e successivamente in Piemonte: «Io sono nato qui ma le mie radici rappresentano ancora oggi un motivo di orgoglio per la nostra famiglia».
Sindaco, che aria si respira oggi a Grinzane Cavour?













