Ormai, quando si fa una ricerca su Google, quasi sicuramente la prima risposta è generata dall’AI Overview. Una sintesi comoda per alcuni lettori frettolosi, ma un danno per i siti internet. Tutti i siti web, infatti, hanno registrato un crollo delle visite provenienti dalla ricerca organica di Google, visto che solamente il 21% degli utenti clicca su un link quando è presente un AI Overview nei risultati di ricerca. Inoltre, il 70% degli utenti non legge oltre il primo terzo della risposta AI.
Grazie a un’indagine del New York Times è stata indagata l’attendibilità di questa tecnologia, arrivando a scoprire che il 91% dei riassunti generati dall’intelligenza artificiale contiene informazioni corrette, ma solo il 39% supera il controllo qualità e può essere definito affidabile, e dunque pienamente supportato dalle fonti citate, e basato sulla richiesta della query.
Qualunque ricerca si faccia su internet, oggi moltissimi utenti si fermano al riassunto prodotto dall’intelligenza artificiale, declassando il clic ad una scelta opzionale. Questo avviene anche quando l’utente deve scegliere un provider internet. Prima si confrontavano le offerte, si leggevano le recensioni per farsi un’idea sulla qualità del servizio e dell’assistenza, si verificava la copertura. Ormai si leggono poche righe in cima al motore di ricerca.









