Nel dicembre 2025 il senatore Bernie Sanders è stato il primo deputato del congresso statunitense a chiedere una moratoria sulla costruzione dei nuovi data center per l’intelligenza artificiale (ia). I costi delle infrastrutture che alimentano le tecnologie dell’ia generativa come chatbot e generatori d’immagini stavano aumentando vertiginosamente, ma non era chiaro se le persone comuni ne avrebbero tratto qualche beneficio. La sospensione era necessaria, secondo Sanders, per “dare alla democrazia la possibilità di mettersi al passo”.
Sanders avrebbe potuto aggiungere che anche i politici avevano bisogno di rimettersi al passo con l’opinione pubblica. Alcuni sondaggi recenti indicano che più del 70 per cento dei cittadini statunitensi è contrario alla costruzione di data center nei pressi della propria comunità. Non c’è da meravigliarsi: le persone hanno visto i costi delle bollette schizzare alle stelle, cavi ad alta tensione nelle loro proprietà, forniture idriche contaminate e la vita disturbata dal ronzio incessante dei condizionatori usati per mantenere freschi questi edifici. È difficile pensare a un’altra questione che abbia acceso tanto gli animi degli statunitensi di ogni schieramento politico.









