Visitare un museo, assistere a un concerto, leggere, dipingere, cantare o partecipare alla presentazione di un libro potrebbe rallentare il nostro invecchiamento biologico. Non è la promessa dell’ennesima industria della longevità, ma il risultato di una ricerca condotta dall’University College London. Lo studio ha esaminato 3.556 adulti britannici, mettendo in relazione la loro partecipazione ad attività artistiche e culturali con diversi indicatori epigenetici dell’invecchiamento. Le persone che svolgevano attività culturali almeno una volta alla settimana mostravano, secondo uno degli indicatori utilizzati, un ritmo di invecchiamento biologico inferiore di circa il 4% rispetto a chi vi partecipava meno di tre volte l’anno. Secondo un altro parametro, risultavano biologicamente più giovani di circa un anno.

L’effetto rilevato era paragonabile, per alcuni aspetti, a quello associato all’attività fisica. Ma bisogna essere prudenti. Lo studio individua un’associazione e non dimostra che andare a una mostra allunghi direttamente la vita. Chi partecipa più spesso ad attività culturali potrebbe avere migliori condizioni economiche, relazioni più ricche, maggiore mobilità o uno stato di salute già più favorevole. Eppure il dato non arriva dal nulla. Già nel 2019 una ricerca pubblicata sul “British Medical Journal” aveva seguito per quattordici anni 6.710 persone con più di cinquant’anni. Rispetto a chi non partecipava mai ad attività culturali, chi frequentava musei, teatri, concerti o mostre una o due volte l’anno presentava un rischio di mortalità inferiore del 14%; tra chi lo faceva ogni pochi mesi o più frequentemente, la riduzione associata arrivava al 31%. Anche in quel caso non era possibile dimostrare un rapporto diretto di causa ed effetto. Ma una revisione dell’Organizzazione mondiale della sanità, sempre del 2019 e basata su oltre tremila studi, aveva già documentato il possibile ruolo delle arti nella promozione della salute, nella prevenzione del disagio e nella gestione di numerose condizioni fisiche e psicologiche.