Si alza il livello dello scontro politico tra il governo e il Comune di Bologna dopo la manifestazione indetta dal sindaco Matteo Lepore il giorno successivo la morte di Fakir Abderrahim sfociata nella città messa a ferro e fuoco da collettivi, antagonisti e centri sociali.Ieri è arrivato a Bologna il vice premier Matteo Salvini che ha incontrato il Prefetto, il Questore e una rappresentanza della Polizia di Stato. Salvini ha spiegato di essersi recato in Emilia Romagna per “ringraziare la Polizia di Stato per quello che tutti i giorni fa per tutelare la sicurezza e la vita di bolognesi e italiani, in generale. Ho voluto incontrare e salutare anche i ragazzi che hanno fatto servizio in piazza l’altra sera. Ci sono mesi di prognosi in ospedale, fratture, stampelle, fasciature per una violenza veramente inaccettabile e ci tenevo a esserci”.Salvini ha poi aggiunto: “Ogni morte è una sconfitta, però aspettiamo le risultanze dell’autopsia e della scienza, quindi, senza additare poliziotti, carabinieri, Croce Rossa come colpevoli. E spero che istituzionalmente tutti coloro che hanno delle cariche istituzionali, prima di convocare piazze, che poi rischiano di sfociare in violenza e guerriglia, ci pensino due volte”.Presente all’incontro anche Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura e senatrice bolognese che ha spiegato a Il Giornale: “Sessantaquattro agenti feriti e il sindaco non ha ancora trovato le parole per una solidarietà chiara e netta nei loro confronti, limitandosi a una generica vicinanza. È semplicemente vergognoso. Lepore sostiene che in piazza c’era solo brava gente, ma non è vero, perché in quella piazza c’era anche chi inneggiava contro le forze dell’ordine. Per la Lega questa non è brava gente. Lepore deve andare a casa”.Intanto esplode la polemica sui permessi per svolgere la manifestazione in Piazza Nettuno con Fratelli d’Italia che si domanda se ci fossero o meno le autorizzazioni necessarie dopo la notizia data da alcune fonti di stampa di un’istruttoria avviata dal Ministero dell’Interno sul presidio convocato dal sindaco Lepore, in quanto non sarebbe stato concordato con Questura e Prefettura. Il Comune ha diramato una nota in sostenendo di aver informato le autorità competenti ma colpiscono le parole pronunciate da Luca Calabrese, poliziotto ferito durante la guerriglia urbana che si è detto rammaricato per la mancata solidarietà da parte del sindaco Lepore. Come ha spiegato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami: “Questo silenzio è l’ennesimo schiaffo ai bolognesi onesti che hanno dovuto assistere alla loro città nuovamente messa a ferro e fuoco”.