Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiAl di là del dibattito sull'eventuale concessione della grazia, il caso di Mario Roggero rappresenta il sintomo di una crisi del rapporto di fiducia tra cittadini e Stato. Quando cresce la consapevolezza che la lotta a chi delinque sia progressivamente erosa, aumenta la tentazione di affidare la tutela della propria vita e dei propri beni all'iniziativa individuale. Negli ultimi decenni, il dibattito pubblico ha spesso attribuito tale situazione a riforme legislative, ma soprattutto a orientamenti culturali della magistratura che avrebbero privilegiato interessi politici rispetto alla sicurezza dei cittadini. Che questa lettura sia condivisibile o meno, il dato difficilmente contestabile è l'erosione della fiducia nelle istituzioni come garanti esclusivi della sicurezza.

Qui il confronto con gli Stati Uniti, oggi citato a sproposito, aiuta a comprendere la complessità del caso. Se il processo a Roggero si fosse svolto negli USA, l'esito sarebbe dipeso in larga misura dallo Stato in cui i fatti si fossero verificati, poiché la disciplina della legittima difesa varia sensibilmente da una giurisdizione all'altra. In una giurisdizione favorevole, come Texas, Florida o Arizona, Roggero avrebbe probabilmente goduto di una posizione processuale favorevole, ma non necessariamente di un'assoluzione. Anche in tali ordinamenti, infatti, l'inseguimento dei rapinatori ormai in fuga costituisce un elemento problematico.