L'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) ha pubblicato l'Electricity Mid-Year Update 2026, un aggiornamento del report Electricity 2026 diffuso lo scorso febbraio, che rivede al rialzo le stime sulla crescita della domanda elettrica mondiale per l'anno in corso e per il 2027.

Il documento analizza l'andamento di domanda, generazione per fonte, emissioni di CO2 e prezzi all'ingrosso dell'elettricità nei principali mercati mondiali, in un contesto segnato dalle tensioni sulle forniture di gas naturale liquefatto (GNL) legate alla crisi nello Stretto di Hormuz.

Secondo le stime dell'Agenzia, il consumo elettrico globale è destinato a crescere del 3,6% nel 2026, in aumento rispetto al 3% registrato nel 2025, per poi salire ulteriormente al 3,8% nel 2027. Se le previsioni saranno confermate, i consumi mondiali di elettricità raggiungeranno quota 30.700 terawattora (TWh) nel 2027, contro i 28.600 TWh del 2025. A trainare la crescita sono fattori strutturali quali l'espansione industriale, la maggiore diffusione degli elettrodomestici, l'adozione crescente di veicoli elettrici, sistemi di condizionamento e pompe di calore, oltre all'espansione della capacità dei data center.

Il rapporto sottolinea come i principali sistemi economici mondiali abbiano finora retto alla perdita di forniture di GNL transitanti dallo Stretto di Hormuz, grazie a nuovi progetti di liquefazione avviati soprattutto in Nord America e a una maggiore produzione da parte di altri esportatori. Ciò nonostante, la temporanea riduzione di circa il 20% dell'offerta globale di GNL ha generato una forte volatilità dei prezzi, riportando le quotazioni del gas naturale in Asia ed Europa ai massimi dai tempi della crisi energetica 2022-2023, con conseguente spinta alla sostituzione del gas con il carbone in diversi Paesi asiatici ed europei.