Prezzi ai livelli più alti da 2022-2023 con attacco Ucraina

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La produzione di elettricità da carbone è in aumento nel 2026 – spinta da difficoltà di approvvigionamento e da un’impennata dei prezzi del gas naturale legata al conflitto in Medio Oriente – così come quella da fonti rinnovabili. È quanto indicato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea). Il conflitto in Medio Oriente ha causato periodici blocchi dello Stretto di Hormuz – attraverso il quale transita il 20% del gas naturale liquefatto (Gnl) – a partire dal marzo 2026, inducendo alcune economie a tornare a utilizzare il carbone.

Di conseguenza, «si prevede che la produzione globale di elettricità da carbone aumenterà dell’1,4% nel 2026, dopo essere rimasta sostanzialmente stabile nel 2025», ha indicato la Iea in suo rapporto. Oltre ai problemi di approvvigionamento indicati, la crescente dipendenza dalle centrali a carbone è alimentata dall’impennata dei prezzi dell’energia registrata nel 2026. In crescita del 30% rispetto al primo semestre del 2025, i prezzi si attestano «al livello più alto dai tempi della crisi energetica del 2022-2023», scatenata dalla guerra in Ucraina. Di conseguenza, si prevede che le emissioni globali di anidride carbonica derivanti dalla produzione di energia elettrica aumenteranno dell’1% nel 2026, con significative disparità a livello regionale. Si stima che nel Sud-Est asiatico le emissioni cresceranno del 6%, mentre nell’Unione europea si prevede una riduzione del 5%.