Per Renault Group la sostenibilità non è più soltanto un obiettivo ambientale, ma una leva industriale che orienta lo sviluppo dei prodotti, la progettazione, la produzione e anche il modo di concepire la sicurezza stradale. Una strategia che il costruttore francese ha integrato nel piano industriale 'futuREady' e che, secondo Cléa Martinet, vicepresidente Sustainability del Gruppo, rappresenta oggi uno degli elementi centrali della competitività aziendale. "La sostenibilità coinvolge tutte le funzioni dell'azienda - ha spiegato Martinet - perché parte dagli acquisti, passando dagli stabilimenti, dall'utilizzo dei veicoli fino alla loro fine vita. Abbiamo un approccio che considera l'intero ciclo di vita del prodotto e va ben oltre le sole normative sulle emissioni". La strategia si sviluppa lungo tre direttrici: decarbonizzazione ed economia circolare, sicurezza e impatto sociale. Sul primo fronte Renault ha già ridotto del 38% la propria impronta carbonica rispetto al 2019 e punta a utilizzare entro il 2030 almeno il 30% di materiali riciclati o provenienti dall'economia circolare nei propri veicoli. "Per noi la circolarità è un processo che parte dalla progettazione e arriva alla fine vita dell'automobile - ha sottolineato Martinet - perché creiamo un circuito chiuso dei materiali: recuperiamo plastica, acciaio, alluminio e altri componenti dai veicoli fuori uso per reintegrarli nella produzione. Siamo, ad esempio, l'unico costruttore al mondo a utilizzare plastica riciclata proveniente da veicoli fuori uso per realizzare le plance di alcuni modelli". L'obiettivo non è soltanto riciclare di più, ma progettare automobili sempre più facili da recuperare al termine del loro ciclo di vita. "Oggi un veicolo è riciclabile tra l'85 e il 95% - ha spiegato Cléa Martinet - ma la vera sfida è reimpiegare quei materiali mantenendo gli stessi standard di qualità e sicurezza. Per questo lavoriamo sull'eco-design e sul concetto di monomateriale, riducendo il più possibile la presenza di materiali diversi nello stesso componente". Martinet ha riconosciuto, tuttavia, che questa trasformazione comporta costi importanti. "L'acciaio decarbonizzato - ha spiegato - può costare fino al 20% in più rispetto a quello tradizionale. Per un costruttore come Renault, che opera con margini limitati, è una sfida enorme. La affrontiamo negoziando con i fornitori, anticipando le normative e investendo dove sappiamo che costruiremo resilienza nel lungo periodo". Alla sostenibilità ambientale, Renault affianca quella sociale, individuando nella sicurezza stradale uno degli elementi chiave della propria strategia. "Quando Luca de Meo ha definito la strategia del Gruppo - ha sottolineato Martinet - ci ha chiesto una tecnologia diversa. Non una tecnologia fine a sé stessa, ma una tecnologia che portasse umanità, coerente con il nostro ruolo di costruttore generalista. Da qui nasce il legame tra sostenibilità e sicurezza". Da questa visione è nato il programma Human First, che punta ad agire sulle principali cause degli incidenti attraverso sistemi di assistenza alla guida e strumenti che aiutano concretamente il conducente. "In Europa - ha spiegato ancora la vicepresidente Sustainability - le principali cause degli incidenti sono tre: velocità, distrazione e consumo di alcol o farmaci. Per questo non ci limitiamo a installare decine di ADAS, ma sviluppiamo strumenti come Safety Score e Safety Coach che accompagnano il conducente e lo aiutano a migliorare il proprio comportamento al volante". Grande attenzione viene riservata anche alla gestione delle emergenze. "Lavoriamo con i vigili del fuoco da oltre quindici anni - ha aggiunto Martinet - e molte innovazioni non sono nate da noi ma dai loro suggerimenti. Il Fireman Access, ad esempio, è stato sviluppato perché ce lo hanno chiesto loro, così come altre soluzioni progettuali che rendono più sicuri gli interventi di soccorso". Per Martinet, il risultato più importante di tutto questa strategia è culturale oltre che industriale. "Formare le persone costa - ha concluso - ma costa meno che chiudere uno stabilimento. Investire in energia pulita costa, ma costruisce resilienza. Sono profondamente convinta che, in un mondo sempre più instabile, la sostenibilità porti un vero valore umano, industriale e finanziario".
La sostenibilità per Renault diventa strategia per trasformare vincoli in valore - Mondo Motori - Ansa.it
Per Renault Group la sostenibilità non è più soltanto un obiettivo ambientale, ma una leva industriale che orienta lo sviluppo dei prodotti, la progettazione, la produzione e anche il modo di concepire la sicurezza stradale. (ANSA)






