La sostenibilità è uno degli argomenti più caldi e dibattuti nel mondo delle imprese, indipendentemente dal settore industriale. Non sempre, però, l’impegno sui temi ambientali e sociali si traduce in risultati concreti e misurabili. Il gruppo Renault, come molte altre realtà del comparto automobilistico, ha invece costruito uno dei pilastri del piano industriale FutuREady proprio sulle iniziative dedicate alla decarbonizzazione dei processi produttivi, all’economia circolare, alla sicurezza attiva e passiva e alla valorizzazione delle persone.

Quattroruote, insieme a un ristretto numero di testate italiane, ha avuto la possibilità di approfondire la strategia di sostenibilità del gruppo francese con la responsabile Cléa Martinet, che ha illustrato non solo gli obiettivi fissati dall’azienda, ma anche i risultati già raggiunti.

Cléa Martinet, direttore Sviluppo Sostenibile del gruppo Renault

La strategia del gruppo si fonda su tre linee guida. La prima, Excellence Ready, è incentrata su decarbonizzazione ed economia circolare. Su questo fronte, il costruttore è riuscito già lo scorso anno a ridurre l’impronta carbonica del 30% rispetto al 2019 e, soprattutto, ad aumentare il ricorso a prodotti riciclati o ricondizionati: oggi i veicoli sono composti per il 30% da materiali provenienti dall’economia circolare. Inoltre, il gruppo ha riutilizzato 1,8 milioni di tonnellate di scarti metallici, riciclato 3.500 tonnellate di plastica, rame e metalli preziosi e ridotto a 3,2 metri cubi l’acqua utilizzata per la produzione di un singolo veicolo.