di Emilio Deleidi
Il gruppo francese ha chiuso i primi sei mesi del 2026 con vendite stabili a livello mondiale e con il marchio Renault in crescita in Europa. Ora intende puntare sui modelli di segmento medio-alto e sulla difesa del valore delle proprie auto, attuata anche contendo le promozioni su quelle nuove
La Renault Boreal amplia l'offerta della Casa nei segmenti medio-superiori
Che rotta intende seguire Renault? La percezione emersa da un incontro online con Ivan Segal, direttore vendite e operazioni global del gruppo francese (che comprende anche Alpine, Dacia e i veicoli commerciali), è di un percorso chiaro, imperniato su un concetto di base: difendere il valore e la qualità delle vendite dei propri prodotti, senza inseguire a tutti i costi obbiettivi di volumi da raggiungere anche a scapito dei margini. I pilastri di questa strategia sono quattro. Il primo è la priorità da dare al canale delle vendite a privati, riducendo l’esposizione in quelli meno redditizi: nei cinque principali mercati europei (Francia, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito), il gruppo vende già il 60% delle proprie auto a clienti privati, quasi 18 punti in più rispetto alla media del mercato. Privilegiare questo tipo di consumatore significa aumentare i margini di guadagno su ogni vettura, perché gli altri canali (noleggio a lungo e breve termine, flotte ecc.) costringono i costruttori a praticare sconti molto più consistenti, comprimendo gli utili sulle transazioni. Il secondo pilastro strategico riguarda l’incremento delle vendite di modelli di segmento C, ossia medio-grandi, sul mercato europeo: vetture che, a loro volta, garantiscono margini decisamente superiori rispetto a quelli delle compatte e delle utilitarie. In questo senso, il potenziamento dell’offerta di Dacia con modelli più grandi rispetto a Sandero e Duster si sta rivelando prezioso. Terzo punto: difesa dei valori residui delle proprie vetture, che devono costituire un punto di riferimento sul mercato dell’usato (con importi da 4 a 13 punti percentuali superiori rispetto alla concorrenza europea). Il valore delle auto di seconda mano è strettamente correlato anche al prezzo di vendita di quelle nuove: Renault, quindi, intende non abbattere i listini con promozioni eccessive, né (come abbiamo visto) incanalare troppi esemplari verso flotte e noleggio (dove i prezzi, a causa degli alti volumi, sono inevitabilmente più bassi), per proteggere il valore di rivendita dei suoi esemplari di seconda mano. Infine, dare importanza al portafoglio degli ordini, che deve rimanere solido e che, a fine giugno, risultava pari a 2,1 mesi di previsione di vendite. Un giusto equilibrio tra la produzione e il mercato fa infatti sì che non si accumulino stock eccessivi, sempre onerosi, sui piazzali delle fabbriche e dei concessionari.












