Renault Group rinnova con decisione la propria leadership nella transizione ecologica del settore automobilistico. Il Gruppo francese, primo costruttore al mondo ad aver adottato nel 2019 obiettivi climatici basati sulla scienza, ha ottenuto la nuova validazione da parte della Science Based Targets initiative (SBTi) per i target a breve e lungo termine. Il momento storico L’annuncio arriva in un momento in cui mercati, tecnologie e politiche pubbliche spingono con forza verso l’elettrificazione e la decarbonizzazione. Renault risponde con un piano industriale ambizioso, integrato nel piano strategico futuREady, che punta a ridurre drasticamente le emissioni lungo l’intera catena del valore. Obiettivi concreti per il 2035 e il 2050 Rispetto ai livelli del 2019, Renault Group si è impegnata a raggiungere entro il 2035: -72% delle emissioni dirette e indirette legate alle proprie attività (Scope 1 e 2), target già approvato dalla SBTi; -57% delle emissioni Scope 3 (produzione e utilizzo dei veicoli), obiettivo più sfidante rispetto al target di riferimento interno (-40%); Net Zero emissivo su tutta la catena del valore entro il 2050. Questi target sono allineati all’Accordo di Parigi e mirano a contribuire a mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C, proseguendo nello sforzo per limitarlo a 1,5°C. Le leve del piano futuREady Il percorso di decarbonizzazione poggia su pilastri concreti: lancio di 16 nuovi modelli elettrici nei prossimi anni; riduzione del 25% del consumo energetico per veicolo prodotto entro il 2030; Utilizzo di materiali provenienti dall’economia circolare per il 30% del totale (acciaio, alluminio e polimeri in primis); forte miglioramento delle batterie: aumento della densità energetica tra il 10% e il 40% entro il 2030, insieme a soluzioni avanzate di riciclo. La strategia «Le attuali tendenze dei mercati automobilistico ed energetico, insieme alle politiche pubbliche, indicano chiaramente la direzione da seguire», sottolinea il Gruppo. Renault sottolinea inoltre che la transizione potrà avere successo solo come progetto collettivo, coinvolgendo fornitori, produttori di energia rinnovabile e decisori politici. Un approccio realistico e ambizioso Gli obiettivi tengono conto di ipotesi prudenziali sull’evoluzione delle infrastrutture di ricarica, delle politiche pubbliche e dei comportamenti dei consumatori. Pur mantenendo un’ambizione elevata, il piano di Renault appare quindi maggiormente ancorato alle reali condizioni del mercato rispetto ad alcuni annunci di concorrenti.
Renault Group rafforza l’impegno climatico: obiettivi basati sulla scienza
Secondo la casa francese innovazione tecnologica, economia circolare e redditività possono procedere di pari passo






