di Giulia Beneventi

I prezzi dei biglietti del trasporto pubblico locale si alzano, così la Cgil e Uil reggiane vedono finalmente "accolte le richieste" avanzate dalle sigle sindacali. Meno giubilo arriva invece dalle segreterie regionali di Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro, secondo cui tra i recenti annunci di chi governa il settore - non ultima la pubblicazione della Carta dei servizi 2026 di Seta - ci sia "un grande assente", scrivono, riferendosi al "fattore lavoro". In sostanza: al netto di bilanci positivi sul servizio e su nuove entrate dai ticket rincarati, dov’è l’attenzione riservata alle condizioni dei lavoratori?

La decisione di alzare il costo del biglietto a partire dal 1° agosto è stata presentata sia come strategica in tema di investimento, ma anche "politica". A spiegarlo sono state le tre amministrazioni su cui opera Seta (Reggio, Modena e Piacenza). Se infatti il costo della singola corsa si alza da 1,5 a 2 euro circa (con variazioni in base al tipo di biglietto), non viene toccato il prezzo degli abbonamenti. Il senso dietro questa scelta è "premiare chi usa con costanza i mezzi pubblici", puntualizzano i sindaci, agevolando così la transizione ecologica. Al tempo stesso, chi saltuariamente usufruisce del trasporto pubblico locale pagherà il biglietto urbano valido 75 minuti 2 euro e non più 1,5; il biglietto acquistato a bordo 2,70 e non più 2 euro; il biglietto multicorsa da 6 corse 10,70 e non più 8 euro; quello da 10 corse 16 e non più 12 euro; infine, quello da 12 corse 20 euro anziché 15.