Milano, 19 luglio 2026 – “L’aumento di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico è contrario a quanto aveva deciso il Consiglio regionale il 15 gennaio scorso”. A denunciarlo è Simone Negri, consigliere regionale del Pd, dopo la delibera con la quale la Giunta di Regione Lombardia ha approvato il rincaro delle tariffe del servizio ferroviario regionale e del trasporto pubblico locale a partire dal primo settembre. Nel dettaglio, come già iportato, i titoli di viaggio di Trenord aumenteranno del 3,889%, mentre per quanto riguarda bus, tram e metropolitane il ritocco è dell’1,857% ma in questo caso i Comuni, di concerto con l’Agenzia di bacino del Trasporto Pubblico Locale della quale fanno parte, possono decidere se rincarare a loro volta le tariffe dei titoli di viaggio o se coprire l’aumento percentuale con risorse proprie.

Il Consiglio regionale invita la Giunta a ripensarci

I fattori sotto esame

Questi rincari sono dovuti a due fattori e, per effetto della riforma della legge regionale sui trasporti, sono un automatismo. Il primo fattore è l’adeguamento delle tariffe alla media di due indici Istat, come spiegato nella delibera: “In base a quanto stabilito dall’Istat – vi si legge –, per il periodo tra aprile 2025 e aprile 2026, la variazione dell’indice del costo della vita per le famiglie di operai ed impiegati senza tabacchi è pari a 2,6% mentre la variazione dello stesso indice per il settore trasporti è pari a 3,9% risultando quindi la media Istat dei due indici prevista dal Regolamento pari a 3,250%”. A questo fattore va aggiunto il raggiungimento o il non raggiungimento, da parte dei servizi di trasporto, degli obiettivi di performance stabiliti dai contratti di servizio.