L’ultimo aumento dei biglietti del trasporto pubblico locale risale al 2023Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGuai a toccare le tariffe per studenti e pendolari. Bernardo Marasco, segretario generale della Cgil Firenze, ne fa una questione sociale prima che di principio. I sindacati sono compatti nello scacciare lo spettro del ritocchino al prezzo del biglietto del trasporto pubblico locale: un aumento da 1,70 a 2 euro paventato per far fronte all’impennata dei costi di carburante ed energia elettrica che pesano sulle casse del gestore. Alla levata di scudi della Cisl e della Uil si unisce la Cgil che vede nel mezzo pubblico "un elemento decisivo per la coesione sociale". Il segretario generale traccia un solco: "Non possiamo non differenziare i pendolari e gli studenti dai turisti. Chi ha deciso, in maniera strutturale, di non usare l’auto va tutelato. A prescindere dai bilanci di chiunque".
Le stime di Autolinee Toscane suonano come un campanello d’allarme: rispetto al 2025 il gestore ha registrato un aumento del 30% euro/litro per il carburante e del +15% per l’energia elettrica. La patata bollente ora è nelle mani della Regione chiamata ai salti mortali per evitare il balzello. "Non voglio fare appelli populisti – riprende Marasco – ma qualsiasi decisione venga presa non deve ricadere su chi ha scelto il mezzo pubblico anche a salvaguardia della salute collettiva". Per la Cgil un aggravio di costi per l’utenza di tutti giorni è inconcepibile: "Più il tempo passa e più diventa chiaro a tutti quanto sia strategico il servizio di trasporto pubblico che è un elemento fondamentale di coesione che disegna l’ossatura della Città Metropolitana, definisce le sacche di connessione o di esclusione del territorio", la tesi di Marasco. Con un aumento a tappetto sarebbe dunque a rischio "la tenuta sociale della città. Serve una scelta di buon senso che salvaguardi lo sviluppo sociale".







