Firenze, 16 giugno 2026 – I rincari mettono le ruote e impattano a tutta velocità contro gli utenti del trasporto pubblico locale. Niente da fare: sarà stangata. Vani anche i tentativi del governatore toscano Eugenio Giani che ha provato il colpo di reni in extremis per schivare un balzello ormai inevitabile. Troppo corta la coperta, già tirata allo stremo, per sopperire alle difficoltà di Autolinee Toscane, gestore alle prese con inflazione, caro carburante e aumento del prezzo dell’energia. A farne le spese saranno utenti e famiglie. Il via libera al rincaro dei biglietti è arrivato ieri al termine di una riunione fiume in giunta regionale. Alla fine il verdetto: le risorse accantonate per evitare l’aumento non bastano. Dal primo agosto la corsa singola urbana, per gli autobus e la tramvia di Autolinee Toscane passerà da 1,70 a 2 euro. Un balzo che vale il 15% in più. Così scorporato: il 7%, previsto per il 2026 da contratto di servizio come scaglione tariffario, si somma all’8% come recupero del tasso di inflazione. In più Autolinee Toscane ha dovuto fare i conti con l’aumento dei costi: +30% euro/litro per il carburante e +15% per l’energia elettrica. Et voilà: il rincaro è servito. Sembrano salvi – ma la certezza arriverà oggi nel corso di una conferenza stampa convocata ad hoc – gli studenti under 26 che per le corse extraurbane non dovrebbero subire aumenti. Una soluzione che era stata richiesta a gran voce dall’assessore di Palazzo Vecchio alla Mobilità, Andrea Giorgio, ma anche da tutte le principali organizzazioni sindacali. Rincari più soft invece per gli abbonamenti. In questo caso il balzello sarà di circa il 7%, perché limitato al solo recupero del tasso inflattivo. Per il resto la manovra prevede aumenti proporzionali su tutti i titoli di viaggio. Va detto che anche quest’anno la Regione investirà comunque risorse importanti per il trasporto pubblico. Ma stavolta non quanto basta per evitare la stangata. E proprio quando l’incubo aumenti diventa realtà, tornano a far rumore le dichiarazioni rilasciate dal governatore Giani lo scorso 31 marzo. In aula si parlava di variazione di bilancio per chiudere i conti del 2025 della sanità toscana e il presidente della Regione illustrò l’emendamento a sua firma che integrava di 32 milioni le risorse già presenti nella variazione. Soldi che provengono «per 25 milioni da una partita di giro che facciamo sul trasporto pubblico locale e 7 milioni dal fondo di riserva», spiegò Giani. Parole profetiche, se rilette oggi. I salti mortali successivi non sono bastati. Ma non è ancora finita: per salvare dal rincaro gli abbonamenti Giani proverà un’ultima mossa. E lo farà tirando per la giacca i sindaci, convocati in Regione tra 15 giorni. A oggi i Comuni sborsano 44 milioni di euro per il trasporto pubblico locale: se saranno disposti ad alzare la cifra, allora gli abbonamenti potranno scampare il ritocchino. Altrimenti il solco è tracciato. E per le famiglie è una doccia gelata.
Stangata sui trasporti, biglietti più cari per tram e bus. Spiraglio per gli studenti
La Regione approva la delibera che porta la corsa singola a 2 euro da agosto. Abbonamenti: ritocchi più leggeri. Gli under 26 potrebbero essere salvati







