La preoccupazione per l’inquinamento dei tratti di costa dedicati alla balneazione è tornata centrale dopo il monitoraggio di Goletta Verde, l’iniziativa di Legambiente che, in modo indipendente, effettua analisi delle acque. Il risultato? Il 70% delle aree monitorate avrebbe un inquinamento superiore al consentito. E tra i 16 casi critici nell’Isola, tre riguardano da vicino Catania. Il primo è la foce del canale Arci alla Plaia, sul quale si sono susseguiti da inizio estate allarmi sul potenziale inquinamento poi puntualmente smentiti dai dati ufficiali di Asp e Sidra. Poi la foce del torrente Macchia a Sant'Anna di Risposto e soprattutto il lungomare Galatea di Aci Trezza. Questo, secondo Legambiente, risulta fortemente inquinato ininterrottamente dal 2020, per «un problema di depurazione noto da anni ma mai risolto, anche per i ritardi nella realizzazione del collettore fognario».

Il numero di spiagge e zone balneari con divieti, e dove è richiesto un monitoraggio continuo, è però molto più alto di quello registrato da Legambiente: come certificato dalla Regione Siciliana, specificamente dal Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, i soli tratti di mare interdetti alla balneazione per inquinamento sono 13 nella sola provincia di Catania. E salgono a 64 considerando tutta la Sicilia: 9 ad Agrigento 5 a Caltanissetta, 13 a Messina, 18 a Palermo, 4 a Siracusa, 2 a Trapani. A Ragusa invece sono zero.