Ore 20.44 di martedì. Gli agenti del commissariato Greco Turro passano in viale Monza e notano tre uomini in un money transfer. I poliziotti decidono di controllarli, con un’intuizione che si tradurrà nella cattura di due destinatari di mandato di arresto europeo emesso due settimane fa dall’autorità giudiziaria austriaca. I tre, tutti georgiani, si mostrano subito insofferenti alle verifiche degli investigatori. Ognuno di loro ha soldi con sé: il ventiduenne Gogita B. ha una mazzetta da 2.500 euro, mentre i connazionali Levan J., 22 anni, e Giorgi T., 24 anni, tengono nelle tasche 4.480 e 2.400 euro. "Li abbiamo appena ritirati per turismo", spiegano. Una versione smentita dal titolare del money transfer, che afferma che i tre sono appena entrati per spedire denaro nel loro Paese di origine. A quel punto, i poliziotti di via Perotti, guidati dalla dirigente Lorena Di Ballo, decidono di ispezionare la macchina del gruppo, una Clio parcheggiata sull’altro lato della strada.

All’interno ci trovano tre torce, un cannocchiale e capi d’abbigliamento e calzature di colore nero con l’etichetta ancora attaccata, nonché tre paia di sneakers bagnate e con le suole sporche di fango. Dagli accertamenti in Questura, emerge che l’utilitaria è entrata in Italia cinque ore prima dalla frontiera slovena. Non basta: le banche dati internazionali informano che J. e T. sono destinatari di mandati di arresto identici inseriti l’8 luglio da Vienna, mentre B. ha un rintraccio in area Schengen emesso dallo stesso Stato il 30 giugno. Per i primi due scattano le manette, in attesa della decisione della Corte d’Appello sulla loro estradizione.