Fermato a pochi passi dai binari, ammanettato e portato in questura. La polizia ha chiuso martedì una corsa iniziata in Austria: arrestato un 35enne georgiano colpito da mandato di arresto europeo per una rapina in appartamento da oltre 30mila euro. Era un controllo di routine. Gli agenti della squadra Volanti lo hanno notato nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Hanno chiesto i documenti, poi gli accertamenti in questura hanno fatto scattare il riscontro: a carico dell’uomo pendeva un Mae, emesso dalle autorità austriache per furto aggravato. L’accusa è pesante. Secondo il mandato, l’uomo e un complice sarebbero entrati in un appartamento in Austria e avrebbero portato via denaro contante, monete d’oro e monili vari. Bottino stimato: più di 30mila euro. Poi la fuga. Per mesi il suo nome è circolato nelle banche dati europee. Ad Ancona il cerchio si è stretto. Dopo l’identificazione il 35enne è stato accompagnato negli uffici della questura per le formalità. Conclusi gli atti i poliziotti lo hanno portato in carcere a Montacuto. Da lì resterà a disposizione della magistratura austriaca che deciderà sull’estradizione. Il mandato di arresto europeo (Mae) funziona così: un provvedimento emesso in un paese UE viene eseguito subito in qualsiasi altro Stato membro. Niente trattative, niente confini che tengano. Basta il riscontro dell’identità e scattano le manette. Per la questura di Ancona è un altro tassello nell’attività di controllo dei luoghi di transito. Stazioni, autostrade, centri urbani: la rete di controlli incrociati con Europol e Interpol rende sempre più difficile sparire dopo un reato commesso all’estero.