Quando parliamo di biodiversità pensiamo in genere alle foreste, agli oceani o agli insetti impollinatori. Ma secondo il professore belga Patrice Cani, uno dei massimi esperti mondiali di microbiota intestinale, c’è un’altra biodiversità che stiamo erodendo giorno per giorno: quella che vive dentro di noi. Il microbiota si compone di miliardi di microrganismi (batteri, virus, funghi) che popolano l’intestino e influenzano il metabolismo, la risposta immunitaria e la salute mentale. «L’ecosistema intestinale si evolve e si sta impoverendo in modo simile all’ecosistema terrestre», racconta a Linkiesta Gastronomika lo scienziato dell’Université de Louvain, tra i centri di eccellenza nelle scienze biomediche. «I bambini nati da genitori con un microbiota impoverito ne avranno uno impoverito già da piccoli e rischiano di sviluppare malattie».

Per le scoperte sull’interazione tra microbiota e cervello e sul ruolo essenziale dell’alimentazione nella salute, il professor Cani ha vinto a maggio il premio Francqui-Collen, il “Nobel” belga della medicina (250.000 euro) assegnato annualmente a ricercatori belgi o stranieri legati a un istituto belga da almeno dieci anni. Tra i suoi contributi più importanti c’è la definizione del ruolo di Akkermansia muciniphila, un batterio intestinale oggi considerato essenziale per il metabolismo e la salute della barriera intestinale. Più di recente, il suo laboratorio ha identificato una nuova specie, Dysosmobacter welbionis, le cui molecole potrebbero aprire nuove prospettive nella prevenzione e nel trattamento di alcune malattie metaboliche, come il diabete di tipo 2.