Caro Direttore, negli ultimi anni la scienza ha iniziato a guardare con occhi nuovi a un protagonista fino a poco tempo fa ignorato: il microbiota, l’universo di miliardi di batteri, virus e funghi che popolano il nostro intestino e altri distretti del corpo umano. Questo ecosistema microscopico, a lungo considerato marginale, oggi si è guadagnato un ruolo centrale nella ricerca oncologica, in particolare nelle terapie oncoematologiche (chemioterapia, immunoterapia, trapianto di midollo). Le connessioni tra microbiota e sistema immunitario stanno rivelando un’influenza sorprendente sull’efficacia dei trattamenti contro diversi tipi di tumore. Un microbiota in equilibrio, in uno stato detto eubiosi, non solo favorisce la digestione e protegge da infezioni, ma contribuisce attivamente alla regolazione dell’infiammazione e al corretto funzionamento dell’immunità e del sistema ematopoietico. Al contrario, uno squilibrio - detto disbiosi - può compromettere le difese e addirittura favorire lo sviluppo di patologie oncologiche. Una recente ricerca italiana ha in tal senso dimostrato che l’esposizione prolungata ad una tossina batterica, la colibactina - prodotta da alcuni batteri intestinali, tra cui certi ceppi di Escherichia coli - potrebbe rendere i tumori intestinali resistenti ad alcune chemioterapie.