<p>Il <strong>governo Meloni</strong> vara il <strong>disegno di legge annuale sulla concorrenza</strong> con tre cantieri aperti simultaneamente: la più profonda <strong>riforma del settore carburanti</strong> degli ultimi trenta anni, una delega per riscrivere le regole dell’<strong>RC auto</strong> (mercato da 13,5 miliardi) e un giro di vite sui <strong>contributi alle televisioni comunitarie</strong> che negli ultimi tre anni sono arrivate a 527 domande, rispetto alle 228 del 2023. </p> <p>Complessivamente il provvedimento tocca 45 miliardi di euro di fatturato, 80 mila lavoratori e il portafoglio assicurativo di milioni di automobilisti. </p> <h2>La razionalizzazione della rete dei carburanti</h2> <p>Nel 2022 l’<strong>Italia</strong> contava 22.187 punti vendita di carburante, con <strong>erogato medio di 1.370 metri cubi</strong> per impianto, contro 3.641 in <strong>Germania</strong> e 3.990 in <strong>Francia</strong>.

Uno su cinque vende meno di 400 mila litri l’anno; soltanto il 5% supera 3,5 milioni.

Tra 7 mila e 8 mila siti richiederebbero interventi di messa in sicurezza o bonifica. </p> <p> </p> <p>Il Ddl punta alla <strong>chiusura ordinata o alla riconversione degli impianti obsoleti</strong> e a basso erogato.