<p><div class="content-image-main" itemscope itemtype="https://schema.org/ImageObject"><figure><img fetchpriority="high" itemprop="contentUrl" class="img-responsive" src="/remote/static.milanofinanza.it/content_upload/img/2026/07/202607221854451510/MONCLERHQPhLeoTorri-601524.jpeg?w=692&h=&mode=crop&anchor=topcenter&format=webp&quality=65" alt="In foto l'headquarter di Moncler (courtesy Moncler)" /><figcaption>In foto l'headquarter di Moncler (courtesy Moncler)</figcaption></figure><meta itemprop="about" content="In foto l'headquarter di Moncler (courtesy Moncler)" /></div> </p> <p>Il motore continua a parlare una lingua asiatica. È infatti la forte accelerazione registrata in Cina, Giappone e Corea a trainare i conti del <strong>Gruppo Moncler</strong>, che archivia il primo semestre del 2026 con ricavi consolidati pari a 1,3 miliardi di euro, in crescita del 9% a cambi costanti (+5% a cambi correnti).
Una performance accompagnata anche da un miglioramento della redditività, con un ebit salito a 245,4 milioni di euro e un margine del 19%, mentre l'utile netto è cresciuto a 164,7 milioni. </p> <p>Il marchio <strong>Moncler </strong>ha realizzato ricavi per 1,1 miliardi di euro nel semestre, in aumento del 9% a cambi costanti (+5% a cambi correnti), mentre <strong>Stone Island</strong> ha accelerato ancora di più, mettendo a segno un incremento dell'11% a cambi costanti (+7% a cambi correnti) a 200,3 milioni di euro. </p> <p>La vera spinta è arrivata dall'Asia, che comprende Apac, Giappone e Corea.









