Giulia Crivelli

Non è un caso se la conference call del gruppo Moncler con gli analisti per illustrare i risultati del primo semestre sia iniziata ricordando la prima partecipazione del marchio che dà il nome al gruppo al Met Gala di New York. Il debutto all’evento della moda più importante dell’anno, organizzato da Anna Wintour per il Costume Institute del museo è importante per due motivi. Il primo è che indica la volontà di Moncler di posizionarsi sempre più in alto: sul red carpet del Met si vedono solo o quasi marchi del lusso e pezzi unici di gioielleria e orologeria. Il secondo motivo è l’importanza del mercato americano, al momento e in prospettiva, nonostante l’incombente pericolo dei dazi, come confermato da molte risposte date agli analisti da Roberto Eggs, chief business strategy officer del gruppo e global market officer, Gino Fisanotti, chief brand officer di Moncler, e da Luciano Santel, chief corporate e supply officer del gruppo, di cui fa parte anche Stone Island, acquistato alla fine del 2020. A differenza di recenti conference di marchi del lusso del primo trimestre (l’unica altra azienda ad aver presentato i dati del semestre è Brunello Cucinelli, che continua a essere la lepre del settore), quella del gruppo Moncler è stata all’insegna di una “cauta soddisfazione” e di un altrettanto cauto ottimismo, anche se l’espressione più usata è stata challenging global environment (condizioni mondiali sfidanti).