<p>Il motore continua a parlare una lingua asiatica. È infatti la forte accelerazione registrata in Cina, Giappone e Corea a trainare i conti del Gruppo Moncler, che archivia il primo semestre del 2026 con ricavi consolidati pari a 1,3 miliardi di euro, in crescita del 9% a cambi costanti (+5% a cambi correnti).
Una performance accompagnata anche da un miglioramento della redditività, con un ebit salito a 245,4 milioni di euro e un margine del 19%, mentre l'utile netto è cresciuto a 164,7 milioni.
Il marchio Moncler ha realizzato ricavi per 1,1 miliardi di euro nel semestre, in aumento del 9% a cambi costanti (+5% a cambi correnti), mentre Stone Island ha accelerato ancora di più, mettendo a segno un incremento dell'11% a cambi costanti (+7% a cambi correnti) a 200,3 milioni di euro.
A margine, Alexandre Arnault lascia il board Moncler e al suo posto arriva Sidney Toledano, ex ceo di Dior e storico manager Lvmh, mentre il colosso francese resta azionista indiretto con il 4% di Moncler attraverso la holding Double R della famiglia Ruffini.
Esce anche Geoffroy van Raemdonck, amministratore indipendente, che ha rassegnato le dimissioni per concentrarsi sul ruolo di ceo di Exemplar luxury group, già Saks global. «In uno scenario caratterizzato da cambiamenti rapidi e di forte impatto, ciò che rende il nostro gruppo resiliente non è solo la capacità di reagire tempestivamente, ma anche la coerenza con la nostra identità e il legame che continuiamo a coltivare con le community con cui dialoghiamo», ha commentato Remo Ruffini, presidente esecutivo di Moncler.









