In marcia dal carroponte giallo, che da sette anni ormai svetta sulla porzione collegnese di corso Francia, fino a Rivoli. La zona Ovest di Torino si prepara a una mobilitazione senza precedenti, per chiedere la conclusione del cantiere della Linea 1 della metropolitana, fermo da mesi dopo la comunicazione del fallimento dell'impresa incaricata dei lavori. La protesta La data è già stata fissata: sabato 10 ottobre, partenza alle 15,30. L’adesione, spiegano i sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli, è aperta a tutti: associazioni, gruppi, scuole e singoli cittadini che vogliono sollecitare pacificamente la fine di un cantiere infinito. A disposizione per chi vuole, c'è persino un indirizzo email (comunicazione@comune.collegno.to.it).
Da sette anni cittadini, famiglie, lavoratori e attività economiche convivono con un cantiere che ha interrotto la viabilità di corso Francia e rallentato la vita quotidiana di Collegno, Grugliasco e Rivoli, mettendo in seria difficoltà tantissime imprese e attività commerciali, spiegano Matteo Cavallone, Emanuele Gaito e Alessandro Errigo. A complicare la situazione è arrivato, lo scorso 1° luglio, il fallimento di Ici Spa, che aveva il compito di realizzare l’opera, lasciando a Infra.To, società partecipata del Comune di Torino con il ruolo di stazione appaltante, il compito di gestire un cantiere che ha sventrato sia Collegno sia Rivoli. Per completare l’opera occorrono all'incirca 70 milioni di euro: 35 per riappaltare le opere civili ancora da completare e altrettanti per coprire gli «extra costi» maturati dalle altre imprese appaltanti che, tra le difficoltà pregresse e il fallimento di Ici Spa, hanno subìto un fortissimo aumento dei costi. Un commissario straordinario I sindaci, dopo aver più volte espresso preoccupazione, hanno deciso di chiedere il sostegno diretto della cittadinanza. «La Linea 1 non è un’opera locale e la richiesta di un supporto concreto allo Stato non è un vezzo delle amministrazioni. Per questo abbiamo convocato un corteo istituzionale promosso dai tre comuni, aperto a tutte le forze sociali, sindacali, imprenditoriali, partitiche e associative, per ribadire tramite un evento collettivo che c'è una grande forza di volontà popolare e una forte necessità di riaffidare i lavori il prima possibile, finanziando i 70 milioni di euro mancanti, nominando un Commissario straordinario con poteri speciali per velocizzare gli adempimenti burocratici per la riassegnazione del bando di gara e richiudendo nel più breve tempo i cantieri in superficie non più necessari al proseguimento dei lavori – spiegano –. La conclusione dell'intervento è strategica per la mobilità metropolitana e per la competitività economica dell'intera area».










