di
Cesare Bechis
La temperatura dell'acqua incide sul settore. L'allarme di Coldiretti Pesca: «Si sta modificando l'equilibrio degli ecosistemi marini»
Scappano acciughe e sardine, resistono le cozze. L’acqua del mare sempre più calda influisce in Puglia sul settore dell’economia legata alla pesca. In particolare la coltivazione dei mitili, concentrata nelle due aree di Taranto e di Cagnano Varano (Foggia), è sensibile alla temperatura dell’acqua del mare che nella stagione estiva può arrivare a collocarsi in un intervallo tra 29 e 32 gradi, incompatibile con l’allevamento e la crescita dei mitili.
L’allarme l’ha lanciato giorni fa Coldiretti Pesca Puglia. Sottolinea come «l’innalzamento delle temperature nel mar Mediterraneo sta modificando gli equilibri degli ecosistemi marini, mettendo sotto pressione mitilicoltura, pesca costiera e imprese ittiche». L’associazione mette in evidenza che l’aumento delle temperature di superficie spinge sardine e acciughe dei mari pugliesi surriscaldati a cercare acque meno calde e questi massicci trasferimenti riducono la disponibilità del pescato localmente.









