La decisione della Spagna di abolire progressivamente la tassa del 7% sulla produzione di energia elettrica (Ivpee) segna la fine di una delle misure fiscali che più a lungo hanno inciso sul settore elettrico del Paese. La Spagna aveva sospeso per la prima volta l’Ivpee nel marzo 2026 nell’ambito di un pacchetto di misure d’emergenza adottato in risposta alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente e ai timori per il rialzo dei prezzi del gas e dell’elettricità. La sospensione temporanea ha avuto un impatto immediato sui contratti forward dell'elettricità spagnola a breve termine: il contratto Cal-27 è sceso di quasi 2 euro/MWh, mentre le scadenze più lontane hanno registrato reazioni molto più contenute.
Con il Regio Decreto-Legge 18/2026, approvato alla fine di giugno 2026, il carico fiscale effettivo sarà dimezzato, passando dal 7% al 3,5% nel 2027, per poi essere completamente eliminato a partire da gennaio 2028. Sebbene l’eliminazione graduale della tassa rappresenti un elemento strutturalmente positivo per i produttori, poiché riduce i costi di produzione, è improbabile che produca effetti significativi sui prezzi di lungo termine dei Power Purchase Agreement (Ppa). Gli operatori di mercato, infatti, avevano già ampiamente anticipato questa misura dopo la sospensione dell’imposta avvenuta all'inizio dell’anno. Di conseguenza, la sua abolizione era stata in larga parte già incorporata nei prezzi forward e nelle valutazioni dei Ppa prima dell’approvazione definitiva della normativa.






