«Ho un minuto per raccontarvi quello che sta succedendo e quello che abbiamo anche trovato in queste ore nei vari scenari di incendio». Inizia così il racconto di Domenico Costarella, dirigente del dipartimento della Protezione civile calabrese, che sta combattendo contro gli incendi in corso sul territorio regionale – come in larga parte del sud Italia. La crisi climatica in corso, con temperature record e siccità, rende più facile propagare le fiamme, ma in oltre il 90% dei casi storicamente è la mano umana ad appiccare il fuoco.
«Abbiamo trovato – conferma Costarella, in un video rilanciato dal presidente della Calabria, Roberto Occhiuto – inneschi ritardati che sono frutto di una mente non solo dolosa, ma direi criminale. Candele con sopra uno straccio imbevuto di un liquido infiammabile che in maniera ritardata facevano partire il rogo che poi e poi diventa un incendio più importante. In alcuni casi abbiamo trovato delle scene incredibili, addirittura gatti a cui era stato legato alla coda uno straccio con del liquido infiammabile. I gatti venivano lanciati nei campi, correvano e propagavano incendi. O ancora bottiglie di vetro vuote, ma con sopra uno stoppino, sempre con infiammabile, che provoca una piccola scintilla che poi si propaga intorno dove magari c'è dell'erba secca».










