L’ondata di roghi che sta devastando la regione rivela scenari di inaudita ferocia. Oltre al ritrovamento di complessi inneschi ritardati, il Dipartimento regionale della Protezione Civile ha segnalato l’ipotesi dell’uso di gatti vivi legati a stracci imbevuti di liquido infiammabile, trasformati in drammatici strumenti per propagare le fiamme in più punti dei boschi. Un’atrocità sulle quali le autorità competenti stanno effettuando i dovuti accertamenti, mentre LNDC Animal Protection ha già formalizzato una denuncia contro ignoti chiedendo la massima severità punitiva.

“Una crudeltà che supera ogni limite”: la dura presa di posizione di Piera Rosati

Di fronte agli elementi emersi durante le operazioni di spegnimento a Catanzaro e nei territori limitrofi, il mondo dell’associazionismo è sotto shock. La presidente di LNDC Animal Protection ha espresso una ferma condanna per una condotta che unisce la devastazione ambientale alla massima spietatezza verso la fauna.“Stando a quanto riferito dalla Protezione Civile, ci troviamo di fronte non soltanto a un gravissimo reato ambientale, ma anche a uno degli episodi di crudeltà nei confronti degli animali più sconvolgenti degli ultimi anni” dichiara Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection. “Pensare che un gatto possa essere trasformato in uno strumento di morte, terrorizzato dal fuoco e costretto a correre fino a morire tra le fiamme, è qualcosa che provoca sgomento e indignazione. È una violenza che non ha alcuna giustificazione e che rivela una totale assenza di umanità”.