L’Iva applicata nel Paese di consumo resta lo strumento più efficace per tassare i servizi digitali transfrontalieri, mentre le imposte sui servizi digitali, come la web tax italiana e quelle degli altri Paesi europei, producono effetti distorsivi, colpiscono il fatturato anziché gli utili e finiscono in larga parte per trasferire il costo su imprese e consumatori. È la conclusione del nuovo WorkiContinua a leggere l'articolo, abbonati a ItaliaOggiapprofittando della Promo Estate

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