Dalla Foresteria Planeta a Dalla Gioconda, passando per Fradis Minoris, Une, Borgo Sant’Anna e La Trota: sei ristoranti con terrazza in Italia dove cenare tra mare, vigne, boschi e collineDalla Foresteria Planeta a Dalla Gioconda, passando per Fradis Minoris, Une, Borgo Sant’Anna e La Trota: sei ristoranti con terrazza in Italia dove cenare tra mare, vigne, boschi e collineD’estate, il tavolo migliore non è sempre quello più vicino alla cucina. A volte è quello che guarda un vigneto, una laguna, il profilo dell’Adriatico o le colline delle Langhe. Sono ristoranti nei quali il paesaggio non fa soltanto da sfondo, ma entra nel piatto, orienta la scelta delle materie prime e detta il ritmo dell’esperienza. Da Menfi a Monforte d’Alba, sei indirizzi con terrazze e spazi all’aperto raccontano altrettanti modi di mettere in relazione alta cucina e territorio.Alla Foresteria Planeta, in contrada Passo di Gurra, nell’Agrigentino, la campagna siciliana scivola verso il mare tra vigneti, agrumi e piante mediterranee. Angelo Pumilia costruisce una cucina che tiene insieme orto e costa: l’“insalata del capitano” unisce pesce spada marinato e affumicato, zucchine a scapece, pane soffiato, olio e acciuga di Sciacca; le tofe con tenerumi, pomodoro, basilico e ricotta salata del Belice riportano invece alla tavola domestica. Il finale è affidato al “Cretto”, omaggio all’opera di Alberto Burri a Gibellina, con meringa al limone, gelato alla salvia e biscuit al burro. Intorno, il Garden of Aromas custodisce quarantaquattro specie tra erbe, agrumi e piante locali.In Sardegna, Fradis Minoris comincia prima ancora di sedersi. Per raggiungerlo si percorre l’istmo che separa il mare dalla laguna di Nora: poche centinaia di metri che preparano alla cucina di Francesco Stara, tornato sull’isola per lavorare sul patrimonio di un’oasi di biodiversità. La sapidità naturale del luogo attraversa il menu, dai salumi di mare fatti in casa ai cannolicchi con cipollina e cardamomo, fino alla cernia invecchiata sulla brace. Anche il dessert “granchio blu, latte di pecora, zafferano” conserva una traccia marina, in un ambiente essenziale dove il vero lusso è il paesaggio.L’Umbria più appartata è invece il teatro di Une, il “fine dining contadino” di Giulio Gigli a Capodacqua. A ridosso del bosco, tra orto, alberi, viti e grani antichi, lo chef recupera prodotti dimenticati e ricette regionali, rileggendoli con tecnica contemporanea. Nei due percorsi degustazione trovano spazio i ravioli di baccalà alla cacciatora e la trota fario della Valnerina con uova di quaglia e bieta. Il nome, che significa “acqua” in umbro arcaico, richiama il vecchio mulino sotto il ristorante e restituisce il senso di una cucina radicata nel paesaggio.A Monforte d’Alba, Borgo Sant’Anna occupa un punto privilegiato nell’anfiteatro naturale delle Langhe. Dalla grande terrazza Pasquale Laera mette in dialogo Piemonte e Puglia, le due geografie della sua vita. Il risultato è una cucina che passa dal carciofo con “tuorlo al Sorì” e cipolle alla brace all’iconica pasta e cozze, fino ai ravioli con chiocciole bianche e curry verde. La cantina guarda soprattutto a Monforte e al Barolo, senza rinunciare a Champagne e grandi bottiglie internazionali.Nel Reatino, La Trota è diventata in oltre sessant’anni un riferimento dell’alta cucina italiana. Maurizio e Sandro Serva hanno trasformato i pesci d’acqua dolce in una grammatica personale, lontana dalle mode: pesce gatto con mandorle, lamponi e rose; tortello di salmerino con pera, aglio orsino e tè nero; anguilla con banana, caffè e pimpinella. Qui il paesaggio fluviale non è una decorazione, ma l’origine di una ricerca che la famiglia porta avanti dal 1963, con un’accoglienza precisa e naturale.Infine, a Gabicce Monte, Dalla Gioconda sembra davvero sospeso tra cielo e Adriatico. Le terrazze panoramiche nate dal recupero di un ex dancing accompagnano la cucina di Davide Di Fabio, capace di intrecciare memorie regionali e accostamenti inattesi. Il salmoriglio di albicocche acerbe con ricciola, i cappelletti di olive amare con burro all’arancio e ricci di mare e il “duetto” di piccione e ventresca di tonno raccontano una cucina tecnica ma leggera. Camere e suite permettono di prolungare la sosta: perché, in certi luoghi, alzarsi da tavola è la parte più difficile.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp