Tutto è iniziato per puro istinto, a soli dieci anni, a cucchiaiate di tiramisù, panna cotta e crème caramel che preparava per il ristorante di famiglia. Oggi, a ventotto anni, Federico Marrone (classe 1998) non è più solo il bambino che “pasticciava” nella cucina del Da Lincosta all'Aquila, il locale fondato dai nonni nel 1971 e oggi guidato dai genitori. È diventato una delle firme più brillanti della nuova pasticceria d'autore italiana: Miglior Pasticcere dell'Anno 2026 per la guida Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso e da un anno maestro juniores dell'Ampi (Accademia Maestri Pasticceri Italiani).
Dopo gli studi scientifici e un'importante formazione in Francia al fianco di giganti come Michel Belin e Michel Bras, Marrone ha fatto una scelta controcorrente: tornare dove tutto era cominciato, all'Aquila, e qui sta costruendo la sua carriera.
Federico Marrone
Partiamo dall'inizio. Lei è cresciuto nel ristorante di famiglia, eppure ha scelto la via dei dolci. Come nasce questa passione?
“È stato puro istinto. Ho iniziato a fare i dolci quando frequentavo il primo anno delle medie, a circa 10 anni. Preparavo i dessert per il ristorante: i tre classici intramontabili che allora trovavi ovunque, ovvero tiramisù, panna cotta e crème caramel”.






