Il Consiglio comunale di Lamezia Terme ha affrontato uno dei passaggi contabili più complessi della consiliatura in un’aula segnata da forte tensione politica, alla presenza di ventiquattro consiglieri su venticinque. Al centro dell’assise cittadina vi è stato il consuntivo dell’ente, caratterizzato da un disavanzo finanziario pari a 50.077.450,19 euro. La maggioranza consiliare ha tenuto il punto, licenziando con quindici voti favorevoli e nove contrari sia il Rendiconto 2025 sia l’avvio della procedura per il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Unica assenza registrata tra le fila della coalizione di governo è stata quella del consigliere Davide Mastroianni di Forza Italia. L’illustrazione dei provvedimenti scritti dalla Giunta è stata affidata alla neo-assessora al Bilancio, Maria Nardo, la quale ha dettagliato le correzioni apportate per rispondere ai rilievi formulati dalla Corte dei Conti, precisando che nei successivi novanta giorni l’importo complessivo del disavanzo potrebbe subire ulteriori adeguamenti al rialzo a seguito della quantificazione di nuovi accantonamenti e passività potenziali.
Lo scontro d’aula tra opposizione e maggioranza
Il dibattito consiliare si è acceso con gli interventi dei gruppi di minoranza. Per il Partito Democratico, il consigliere Gennarino Masi ha richiamato i giudizi espressi dal Collegio dei Revisori dei conti, definendo il Comune un ente strutturalmente deficitario e ponendo l’accento sulla gravità dei debiti fuori bilancio. Sulla stessa linea la consigliera Doris Lo Moro, che ha criticato la gestione amministrativa del primo anno di consiliatura arrivando a sollecitare le dimissioni del sindaco e una piena trasparenza sulla reale situazione finanziaria. Dai banchi del centrodestra, Carolina Caruso di Forza Italia ha difeso la linea dell’esecutivo definendo la scelta condotta: “un atto di responsabilità e rispetto delle norme”













