Pubblicato il: 17/07/2026 – 11:09
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Un disavanzo superiore ai 50 milioni di euro e l’impossibilità di riportare i conti in equilibrio attraverso gli strumenti ordinari. È questo il quadro finanziario che ha spinto la Giunta comunale di Lamezia Terme a proporre al Consiglio il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, comunemente indicata come “predissesto”. La decisione è contenuta nella deliberazione numero 198, approvata il 16 luglio dalla Giunta guidata dal sindaco Mario Murone. Il provvedimento ha ottenuto il voto favorevole unanime dei sette componenti presenti, mentre era assente l’assessora Donatella Amicarelli. La parola definitiva, tuttavia, spetterà al Consiglio comunale, unico organo competente ad avviare formalmente la procedura. Il riequilibrio pluriennale è lo strumento previsto dalla legge per tentare di evitarlo, consentendo agli enti che presentano squilibri strutturali di distribuire nel tempo il risanamento dei conti. Una strada lunga e complessa, che comporta però controlli, vincoli e misure molto più stringenti sulla gestione del bilancio.
I dati
Alla base della scelta c’è il rendiconto della gestione 2025. Dai documenti contabili emerge un disavanzo complessivo pari a 50.077.450,19 euro, in aumento rispetto ai circa 42 milioni registrati alla fine del 2024. Nel solo esercizio 2025 è emerso un ulteriore squilibrio di poco più di 8 milioni di euro. Nel provvedimento l’amministrazione riconosce apertamente che l’entità del disavanzo non permette di predisporre un piano di rientro attraverso le normali procedure previste dal Testo unico degli enti locali. Le somme da recuperare, viene evidenziato, risultano troppo elevate rispetto alle entrate correnti del Comune. A incidere sul risultato sono soprattutto gli accantonamenti che l’Ente è obbligato a effettuare per fronteggiare crediti difficilmente riscuotibili, contenziosi e altre passività. La voce più rilevante è rappresentata dal Fondo crediti di dubbia esigibilità, quantificato in oltre 47,3 milioni di euro. Si tratta, in sostanza, delle risorse che il Comune ha formalmente accertato ma che potrebbe non riuscire a incassare, come tributi, multe e altri crediti rimasti insoluti.











