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Alesandro Fulloni

Dopo vent’anni, faccia a faccia tra i legali. Bordoni tutela i due agenti che hanno operato l’intervento per il quale la Procura procede per omicidio colposo. Anselmo assiste invece la famiglia della vittima

La prima volta che s’incrociarono in un’aula giudiziaria fu per il caso Federico Aldrovandi, lo studente di Ferrara, all’epoca diciottenne, che morì per le percosse, con pugni e manganelli, inflitte il 25 settembre 2005 da quattro poliziotti poi condannati in via definitiva per omicidio colposo a tre anni e sei mesi. L’avvocato Gabriele Bordoni, 62 anni, da una parte, sui banchi della difesa, per assistere gli agenti. Il suo collega Fabio Anselmo, 69, dalla parte opposta, legale della famiglia del ragazzo. Poi i due si sono trovati l’uno davanti all’altro, sempre in tribunale, in altre cause che proprio Bordoni riassume così: «io con le le forze dell’ordine, lui per i denuncianti. Sono finite tutte — assicura — a favore mio».

Ora sono di nuovo di fronte in questa vicenda terribile della morte, domenica mattina in un cortile al quartiere Pilastro di Bologna, di Abderrahim Fakir. Bordoni tutela i due agenti che hanno operato l’intervento per il quale la Procura procede per omicidio colposo. Anselmo assiste invece la famiglia della vittima, un 42enne originario del Marocco. A unire i due è di certo lo stesso passo professionale: rigore, preparazione, misura delle parole. E i curriculum, pesantissimi: Bordoni è stato difensore alla strage di Bologna e nei processi legati ai delitti della mafia del Pilastro. Anselmo ha tutelato i familiari di Stefano Cucchi, di Riccardo Magherini e del calciatore Denis Bergamini. Ma poi, oltre al fatto che sono entrambi nati a Bologna, c’è la stima reciproca, all’insegna di un fair-play che in questi giorni dovrebbe essere d’esempio. Ecco quel che Bordoni, al Corriere, dice di Anselmo: «È un amico, con lui non c’è mai stata alcuna tensione e alcuna dissonanza». La replica è dello stesso tenore: «Gabriele mi è molto simpatico. Bravissimo, preparatissimo. Ho idee politiche opposte alle sue ma gli riconosco un buon senso intelligente. E molto».