di

Fabio Savelli

In Italia gli stipendi reali sono arretrati da 25 anni e dal 2021 hanno perso il 6,1% del potere d’acquisto: il calcolatore per capire se la tua retribuzione è commisurata al lavoro che fai

L'Italia crea più posti di lavoro, ma non riesce a trasformare questa crescita in un aumento duraturo dei salari. È il paradosso che emerge dagli ultimi dati sul mercato del lavoro e che diventa ancora più evidente se si allarga lo sguardo agli ultimi 25 anni. La perdita di potere d'acquisto degli stipendi non è soltanto il risultato dell'inflazione esplosa dopo la pandemia: affonda le radici in una stagnazione che dura da decenni e che ha progressivamente allontanato le retribuzioni italiane da quelle delle altre grandi economie europee. Il quadro più recente è particolarmente preoccupante. Rispetto al primo trimestre del 2021, secondo i dati Ocse, i salari reali italiani risultano ancora inferiori del 6,1%. E il recupero, almeno nel breve periodo, non appare scontato: le stime indicano per il 2026 un'ulteriore riduzione dello 0,9%, mentre i prezzi continuano a crescere più rapidamente delle buste paga. L'Italia resta così ai vertici della classifica dei Paesi Ocse che hanno subito la maggiore perdita di potere d'acquisto (qui puoi calcolare se il tuo stipendio è giusto).