LONGARONE - Che sia uno, che siano due, o più, la sostanza non cambia: i progetti di centraline elettriche sul Vajont non piacciono. Il comitato civico di Longarone sta già preparando il ricorso etico-morale al presidente della Repubblica contro il piano di Welly Red, che intende costruire un impianto idroelettrico dentro la montagna (in territorio di Erto e Casso, quindi Friuli Venezia Giulia) per sfruttare l'acqua che esce dalla diga e dal lago residuo. E il nuovo progetto avanzato da Ceb srl per un altra turbina a pochi metri da quella di Welly Red non fa alcuna differenza: come si aggiunge ai desideri idroelettrici, così si aggiunge alla contrarietà. «Sullo sfruttamento idroelettrico del Vajont ci siamo già espressi nel 2010» dice Renato Migotti, a lungo presidente dell'associazione sopravvissuti e superstiti, oggi attivo nel comitato civico. «Abbiamo detto che non è accettabile nessun progetto che porti guadagni privati. Qualora si aprisse la possibilità di una centralina che produce elettricità a beneficio esclusivo delle comunità locali, allora e solo allora potremmo prendere in considerazione il progetto. Perché quella sarebbe l'unica via accettabile. Lo abbiamo detto nel 2010 e lo ribadiamo oggi. La nostra posizione non cambia». Quanto alla preoccupazione per il nuovo progetto che tanto nuovo non è visto che è stato avanzato ancora nel 2024 e poi è stato sospeso da parte dei proponenti stessi, la Ceb srl il comitato civico non la nega, ma la tiene a bada: «Ci documenteremo per capire meglio di cosa si tratta - dice Migotti -. Ero a conoscenza di un progetto precedente. Ora resta da capire a che punto di avanzamento è arrivata Ceb».
Vajont, l'attore Marco Paolini contro il nuovo progetto per la centrale idroelettrica
LONGARONE - Che sia uno, che siano due, o più, la sostanza non cambia: i progetti di centraline elettriche sul Vajont non piacciono. Il comitato civico di Longarone sta già...








