LONGARONE (BELLUNO) - Due binari paralleli, che puntano entrambi alla stessa conclusione: "no" alle centraline sul Vajont. Comune di Longarone, Provincia e comitato civico sono d'accordo. E hanno ribadito la posizione unanime ieri mattina, nel corso dell'annunciato vertice in municipio convocato appositamente per studiare il "piano di battaglia". Anzi, i piani di battaglia. Due. La parte politica - Provincia e Comune - prepareranno un documento di contrarietà allo sfruttamento idroelettrico dell'acqua del Vajont da parte di iniziative private. Il Comune lo approverà in consiglio comunale il 29 luglio, la Provincia farà lo stesso un giorno dopo, nella riunione consiliare di Palazzo Piloni. Nel frattempo il comitato civico predisporrà il ricorso etico-morale al presidente della Repubblica, per chiedere direttamente al Quirinale che stoppi i desideri di sfruttamento dell'acqua residua che esce dalla diga. In modo che se gli scogli tecnici dovessero essere tutti superati dai progetti che stanno venendo avanti, ci pensi il Capo dello Stato a dire di no. Si tratta di una mossa che richiederà ancora qualche settimana per essere affinata, ma il comitato che vede insieme l'associazione Vajont-Il futuro della memoria, superstiti, sopravvissuti e semplici cittadini ha tempo fino a ottobre per presentare il suo ricorso.
Vajont, fronte comune contro la nuova centrale idroelettrica: «Giù le mani dei privati dall'acqua»
LONGARONE (BELLUNO) - Due binari paralleli, che puntano entrambi alla stessa conclusione: "no" alle centraline sul Vajont. Comune di Longarone, Provincia e comitato civico sono...







