Anthropic ha violato il copyright conservando oltre 7 milioni di libri piratati in un archivio centrale. Ma gli autori sono delusi: «A noi solo 3.000 dollari ciascuno»
«Si tratta del più grande risarcimento per violazione del diritto d’autore mai registrato nella storia. Non vediamo l’ora di procedere alla distribuzione dei fondi [agli autori] il più rapidamente possibile». Così Justin Nelson, il principale legale della class action intentata da un gruppo di scrittori contro Anthropic, commenta l’approvazione dell’accordo siglato a San Francisco lunedì 20 luglio, che prevede per gli autori un risarcimento complessivo di 1,5 miliardi di dollari. Gli scrittori hanno accusato la società di aver utilizzato le proprie opere in maniera impropria per addestrare Claude, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato dall’azienda. Per il legale si tratta di un «accordo storico», che prevede il risarcimento di tremila dollari a testa per compensare i 500 mila autori le cui opere sono state «piratate». La vicenda racconta solo una delle decine di cause intentate contro le grandi aziende tecnologiche sviluppatrici di modelli di intelligenza artificiale da parte di scrittori e testate giornalistiche.














