Un giudice federale degli Stati Uniti ha approvato in via definitiva la transazione da 1,5 miliardi di dollari stipulata da Anthropic per chiudere la class action relativa all'uso improprio di testi protetti da diritto d'autore. Il provvedimento, firmato dal giudice distrettuale Araceli Martinez-Olguin a seguito del parere preliminare espresso dal magistrato William Alsup prima del suo pensionamento, sblocca l'erogazione dei rimborsi destinati a decine di migliaia di scrittori ed editori per l'addestramento dei modelli linguistici della famiglia Claude.

L'intesa copre circa 500.000 opere letterarie e prevede la corresponsione di circa 3.000 dollari per ciascun libro, valore che verr� suddiviso tra gli autori e le rispettive case editrici titolari dei diritti. Dagli atti giudiziari emerge che oltre il 91% degli oltre 482.000 volumi censiti nell'ambito della decisione � stato gi� reclamato dai legittimi proprietari. L'avvocato dei ricorrenti, Justin Nelson, ha definito l'accordo come il pi� imponente recupero finanziario mai registrato nella storia della legge sul copyright negli Stati Uniti.

La distinzione tra fair use e pirateria digitale

Le contestazioni legali sono scaturite dall'analisi delle modalit� con cui la societ� ha costituito i propri dataset di addestramento. Gli atti hanno evidenziato due canali di acquisizione ben distinti: la scansione di copie fisiche regolarmente acquistate e lo scaricamento massivo di volumi da librerie ombra e portali pirata, tra cui Library Genesis e Pirate Library Mirror. Il giudice Alsup ha fissato un confine netto nell'interpretazione della materia, stabilendo che l'utilizzo di opere per l'addestramento di modelli IA rientra nel fair use qualora i volumi siano stati reperiti legalmente, mentre l'uso di materiale proveniente dalla pirateria costituisce un atto illecito.