Negli Stati Uniti un giudice federale di San Francisco ha approvato l’accordo da 1,5 miliardi di dollari (1,3 miliardi di euro) raggiunto dall’azienda di intelligenza artificiale (AI) Anthropic per chiudere una causa in cui un gruppo di scrittori l’accusavano di aver violato il diritto d’autore nello sviluppo di Claude, il chatbot per cui l’azienda è famosa. L’accordo è il più ricco mai raggiunto in una causa sul diritto d’autore legata all’intelligenza artificiale di cui si ha notizia (negli Stati Uniti, infatti, le cifre di alcuni accordi possono rimanere riservate).
Questo è solo uno dei vari procedimenti legali da parte di autori ed editori contro le aziende del settore AI, accusate di aver violato il copyright nello sviluppo dei modelli linguistici.
Nel 2024 un gruppo di autori aveva fatto causa ad Anthropic, sostenendo che l’azienda avesse addestrato Claude con i loro libri senza chiedere il permesso e che avesse inoltre utilizzato copie illegali delle opere, scaricate da internet. Lo scorso giugno un giudice aveva stabilito che Anthropic non aveva violato le leggi sul copyright nell’usare i libri per allenare Claude. Tuttavia, aveva deciso che era illegale il modo in cui la società aveva scaricato e salvato moltissimi libri, prendendoli da siti che forniscono l’accesso illecito a migliaia di opere protette dal diritto d’autore, come LibGen (da “Library Genesis”).












