Arriva la reazione di Arci Lecco dopo le sanzioni della Questura a una trentina di manifestanti che il 27 aprile avevano partecipato a un presidio di protesta nei pressi dello Stadio Rigamonti Ceppi di Lecco e nei giorni scorsi si sono visti recapitare una notifica di illecito amministrativo. "Il presidio – spiega Arci – era stato convocato in poche ore, in risposta al ricordo fascista dei 16 militari della Rsi fucilati presso lo stadio il 28 aprile 1945".
In virtù dei recenti adeguamenti normativi, le manifestazioni non autorizzate non costituiscono più reato per mancato preavviso, ma passano a illecito amministrativo, punibile con sanzioni pecuniarie.
"Il fascismo è un crimine – prosegue Arci – e chi con dedizione si oppone ogni anno, qui come a Dongo o altrove, rappresenta il nostro miglior patrimonio sociale". Per questo, Arci Lecco Sondrio lancia tre impegni concreti: "Daremo spazio nei nostri circoli a chi è stato colpito dal provvedimento, come già fatto per chi fu sanzionato per i fatti del 28 aprile 2025, a partire dalle pastasciutte antifasciste del 25 luglio a Calolziocorte, Galbiate e Osnago. Chiediamo inoltre alle organizzazioni civili, sindacali e di base del territorio di costruire insieme un cordone sanitario. Schierarsi con i fascisti o semplicemente tollerare il fatto che organizzino momenti pubblici, deve tornare a essere inaccettabile. Infine indichiamo nel Civic Space Report 2026 di Arci nazionale uno strumento utile per leggere il deterioramento delle libertà democratiche in Europa, e ci impegniamo affinché divenga parte del dibattito del prossimo congresso territoriale".







