Essere antifasciti a Lecco può costare caro. Tecnicamente. Quasi una quarantina di persone si sono viste notificare multe dai 3mila ai 10mila euro per aver “protestato e disturbato” la commemorazione di un gruppo di militari della Rsi con slogan scanditi al microfono e ripetuti da una piccola folla, “trombe da stadio, fischietti, pentole e coperchi”. Effetto pratico di uno degli ultimi decreti sicurezza, che ai circa 40 attivisti della Rete antifascista – network plurale che tiene insieme dai centri sociali ad alcuni gruppi di ispirazione cattolica – ma anche semplici cittadini, potrebbe costare addirittura un fermo preventivo in occasione di future manifestazioni.
I gruppi neofascisti scortati dalla polizia
I fatti risalgono al 27 aprile scorso. Una trentina di militanti di gruppi neofascisti viene scortato da un fitto cordone di polizia e carabinieri nei pressi dello stadio, dove il 28 aprile del 45, è stato fucilato un gruppo di repubblichini delle Brigate Leonessa e del Battaglione Perugia della Rsi, che negli anni precedenti erano diventati tristemente noti per le operazioni di rastrellamento condotte insieme a SS e Wehrmacht, a cui facevano da apripista, e sono state responsabili della cattura e dell’omicidio di centinaia di partigiani, come di persone solo sospettate di essere vicine alla Resistenza.







