Nonostante le piogge e i temporali sparsi degli ultimi giorni abbiano concesso una tregua dal gran caldo, la crisi idrica non molla la presa sul bacino padano. L’osservatorio coordinato dall’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po ha infatti confermato lo stato di severità idrica “Media senza precipitazioni” per l’intero distretto.
In Emilia-Romagna le dighe piacentine di Mignano e Molato sono in progressivo svuotamento (30% e 23%). Tiene invece il Bolognese grazie a Suviana (93%) e il Riminese con Ridracoli (72%). Le recenti piogge hanno consentito un lieve recupero del Po all’impianto di Palantone, garantendo il regolare funzionamento delle prese del Canale Emiliano Romagnolo (Cer). Nel Delta del Po l’avanzata della risalita del cuneo salino continua a compromettere i prelievi irrigui sul ramo di Goro. Nelle Marche peggiora la situazione sorgentizia, con 32 Comuni serviti da autobotti e l’invaso di Mercatale ai minimi (58%).
Infine in Liguria e Toscana di registrano invasi sotto media in Liguria (Brugneto al 61%), mentre nei territori appenninici toscani al confine emiliano si rileva una criticità bassa ma con tendenza al peggioramento nel pistoiese. I valori di portata del Po registrati alle stazioni di riferimento al 19 luglio vedono Piacenza a 210 metri cubi al secondo, Cremona a 285 Boretto (Reggio Emilia) a 351, Borgoforte (Mantoca) a 374 e Pontelagoscuro (Ferrara) a 348, ma risaliti a 430 metri cubi al secondo nelle ultime ore. L’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 30 luglio per aggiornare il monitoraggio. Le portate del Grande Fiume nelle sezioni di Cremona e Borgoforte si confermano tipiche da siccità severa. Il livello del Lago Maggiore è ormai sceso al limite inferiore (13% di riempimento, a -0,26 centimetri dallo zero idrometrico), costringendo il regolatore a tagliare le erogazioni. Situazione analoga per il Lago di Como (13%), mentre il Lago di Garda resta l’ultimo baluardo del distretto.












