Donald Trump alza il tono contro l’Iran dopo la morte di altri soldati americani e promette una risposta ancora più dura: «In Iran non abbiamo ancora finito. Non hanno ancora visto nulla, finora siamo stati gentili». Dalla Casa Bianca, il presidente Usa ha parlato della possibilità di una “guerra totale” contro Teheran, riducendo al minimo le prospettive di un negoziato: «Vogliono disperatamente un incontro, ma non siamo interessati finché non saranno pronti».

Trump ha annunciato che gli Stati Uniti sono pronti a colpire nuovamente i siti nucleari iraniani nel caso in cui il regime tenti di ricostruire le strutture danneggiate dagli attacchi precedenti. Nel mirino, ha spiegato, anche il sito sotterraneo di Pickaxe Mountain, considerato uno degli impianti strategici del programma nucleare iraniano.

Intanto il conflitto continua ad allargarsi: l’Iran ha colpito un centro dati di Amazon in Bahrein, mentre proseguono gli attacchi incrociati tra le forze americane e iraniane. Dall’inizio della guerra sono 18 i militari statunitensi uccisi e circa 100 quelli feriti solo nelle ultime due settimane.

Il costo dell’operazione militare è salito a 37,5 miliardi di dollari, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha chiesto al Congresso altri 87 miliardi di dollari per il Pentagono di cui 67 destinati al conflitto con Teheran. La richiesta apre però un fronte politico interno: molti repubblicani temono che un conflitto prolungato possa pesare sulle elezioni di metà mandato, mentre una parte dell’opinione pubblica chiede di fermare l’escalation. Sullo sfondo continuano gli sforzi della diplomazia: i mediatori spingono per una tregua di 10 giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare nuovi colloqui.