«In Iran non abbiamo ancora finito. Non hanno ancora visto nulla, finora siamo stati gentili». Arrabbiato per la morte di altri soldati americani, Donald Trump promette vendetta e valuta una “guerra totale” contro Teheran, minimizzando allo stesso tempo la prospettiva di un dialogo. «Vogliono disperatamente un incontro. Ma non siamo interessati fino a che non saranno pronti», ha tagliato corto dalla Casa Bianca con a fianco il presidente libanese Joseph Aoun. Mentre i raid incrociati proseguono e l'Iran ha colpito un centro dati di Amazon in Bahrein, il commander-in-chief ha paventato attacchi ancora più pesanti all'orizzonte.

«Colpiremo ogni sito nucleare che pensano di ricostruire», ha tuonato assicurando che a «breve» gli Stati Uniti scaricheranno la loro potenza di fuoco anche contro Pickaxe Mountain (in farsi Kuh-e Kolang Gaz La). E se gli Houthi dovessero bloccare il Mar Rosso «ce ne occuperemo», ha aggiunto mostrandosi pronto ad andare avanti con una guerra che sta svuotando le casse del Pentagono. Il conflitto finora è costato 37,5 miliardi, in aumento alla precedente stima di 29 miliardi. Nella sua prima audizione da maggio, il ministro delle Difesa Pete Hegseth si è presentato in Senato per chiedere 87 miliardi di dollari di nuove risorse per il suo Dipartimento. Servono con «urgenza», ha osservato Hegseth spiegando che va approvato anche il budget da 1.500 miliardi chiesto dalla Casa Bianca per il Pentagono. «Non vararlo è la maggiore minaccia per il Paese», ha aggiunto.