PORDENONE - Dopo aver dato voce nei giorni scorsi alle preoccupazioni di alcuni cittadini per l’arrivo delle prime bollette dell’acqua emesse da Cafc dopo l’incorporazione di HydroGEA, arriva ora la replica della società, che interviene per fare chiarezza sulle segnalazioni pubblicate sulle pagine del nostro giornale.

La replica In una lettera, Cafc spiega che, a seguito della fusione di HydroGEA nella società e del complesso processo di armonizzazione delle banche dati, si è verificato «un inevitabile ritardo del ciclo di fatturazione». Il nuovo sistema prevede infatti tre fatture all’anno basate su consumi reali, contro le quattro emesse da HydroGEA, delle quali due erano su consumi effettivi e due su consumi stimati. Per questo motivo, evidenzia la società, la prima bolletta emessa da Cafc comprende un periodo di fatturazione molto più lungo rispetto a quelle precedenti. «Le fatture emesse agli utenti del comune di Pordenone sommano volumi mediamente distribuiti negli ultimi sette mesi, unitamente al conguaglio 2025». Da qui importi sensibilmente più elevati, che però – precisa la società – non derivano da un aumento delle tariffe.Il caso In merito al caso del signor Sergio Zaia, che aveva segnalato il passaggio da bollette trimestrali di circa 50-60 euro a una fattura da 155 euro, Cafc afferma di comprendere «la sorpresa di chi, abituato a una bolletta trimestrale da 50-60 euro, se ne vede recapitare una da 155». Tuttavia, sottolinea che «quella bolletta non copre un trimestre». La fattura comprende infatti sette mesi di consumi del 2026, oltre al conguaglio dei consumi del 2025 non ancora fatturati dal precedente gestore, effetto della migrazione dei dati tra i due sistemi di bollettazione. «Se conteggiamo 50-60 euro a trimestre – prosegue la nota – questi corrispondono a 17-20 euro al mese, che su sette mesi diventano da soli 120-140 euro, prima ancora del conguaglio. Un importo di 155 euro è quindi pienamente coerente con i consumi di sempre: non c’è alcun triplicamento delle tariffe».Rincari La società ricorda inoltre che i profili tariffari relativi ai servizi di acquedotto, fognatura e depurazione sono stati incrementati provvisoriamente dall’1% tra il 2025 e il 2026, contro il 4,5% precedentemente pianificato da HydroGEA. «I numeri raccontano anzi l’esatto contrario di ciò che si teme», si legge ancora nella lettera. Secondo Cafc, una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 150 metri cubi, spenderà 292 euro per l’intero servizio idrico integrato contro i 305 euro previsti dalla precedente tariffa HydroGEA per il 2026, con un risparmio di 13 euro. Per il solo servizio di acquedotto il costo passa da 112 a 106 euro. «L’integrazione societaria ha dunque contenuto i costi per i cittadini di Pordenone, non li ha accresciuti», ribadisce la società.La precisazione Sul caso specifico di Zaia, Cafc precisa inoltre che ai propri uffici «non risulta pervenuta alcuna richiesta di verifica riferita all’utenza in questione, che peraltro non è intestata al signor Zaia», invitando il titolare del contratto a rivolgersi al Servizio clienti per esaminare nel dettaglio la composizione della fattura. La società ricorda anche la possibilità di richiedere piani di rateizzazione. Quanto invece alla segnalazione pubblicata il 19 luglio relativa all’aumento della quota fissa da 23 a 53 euro, Cafc definisce «del tutto incongruo» il passaggio indicato. La quota fissa, spiega, è un importo annuale distinto per acquedotto, fognatura e depurazione e, per gli utenti HydroGEA, è passata rispettivamente da 19,53 a 19,72 euro per l’acquedotto, da 7,72 a 7,80 euro per la fognatura e da 20,46 a 20,66 euro per la depurazione. «L’aumento complessivo è di 47 centesimi l’anno che, suddivisi nelle tre bollette, corrispondono a circa 15 centesimi per fattura, cifra lontanissima da quella segnalata». Secondo Cafc, la diversa percezione dipende dal fatto che il periodo di fatturazione è stato eccezionalmente più lungo. Infine, per quanto riguarda la segnalazione del signor Giampiero Avoledo, la società precisa che il Comune di Valvasone Arzene, dove il lettore risiede, «non è gestito da Cafc» e che, non essendo stato indicato il Comune cui si riferisce la segnalazione, non è possibile fornire ulteriori chiarimenti. La lettera si conclude ricordando che «Cafc è una società interamente pubblica: non distribuisce utili a privati e ogni euro incassato torna al territorio sotto forma di servizi e investimenti. La fiducia dei cittadini è la condizione stessa del nostro lavoro e intendiamo continuare ad alimentarla con la massima trasparenza».