Magnifico, tre aggettivi per il primo anno da rettore?

“Un anno coraggioso. L’ho detto all’inaugurazione dell’anno accademico, continuerò a ribadirlo. Le scelte che bisogna fare nella vita devono essere dettate dal coraggio, non dalla paura. Altrimenti si sbaglia. Bisogna saper osare, accettare il rischio che un investimento vada bene o male. Perché le scelte che stiamo prendendo avranno un impatto sul territorio, dalla didattica alla ricerca, dalla parte amministrativa all’apertura di nuovi corsi. Penso al modello del nostro Foundation Year, con il quale cercheremo di attrarre studenti dal centro Asia: per sei mesi studieranno lì, imparando i rudimenti della lingua italiana, gli altri sei verranno da noi. A Fabriano, per dare due risposte: contrastare lo spopolamento e il calo demografico, mentre li formiamo per il futuro”.

Gli altri due aggettivi?

“Visionario. Perché è necessario sapere qual è la direzione da prendere. La nostra è un’Università nata nel 1696, è giovanissima se paragonata ad altre con storie secolari. Ma abbiamo fatto passi da gigante, nel tempo. Possiamo crescere ancora nell’internazionalizzazione, anche se abbiamo quasi il 12 per cento di studenti stranieri, e continuare a dare risposte alle Marche intanto che scaliamo i ranking, come dimostrano gli ultimi due rapporti (Univpm si conferma al secondo posto tra gli atenei medi statali per il Censis e raggiunge, per il Qs World University Ranking 2027, la 662esima posizione mondiale, +142 posizioni, e il 22esimo posto in Italia, ndr). Lavoriamo pure per aumentare le risorse da investire e da mettere a sistema per il territorio, da ricercare anche con bandi competitivi e Terza Missione. Servono attrattività e capacità di trattenere. Terzo aggettivo per l’anno, condiviso. Ogni scelta è stata concertata con la comunità. La vera forza sta nel cambiare idea: confrontarsi, ascoltare e scegliere insieme”.